La scuola tra le diverse anime del cammino sinodale della Chiesa di Palermo

Lavori in corso nel "Cantiere dell'educazione"

(di Stefania Macaluso*) Nel solco del cammino sinodale avviato dall’Arcidiocesi di Palermo, ferve l’impegno per il “quarto cantiere” che si è voluto dedicare all’educazione, a seguito del processo di ascolto avviato nel corso del primo anno sinodale.

Per definizione l’educazione è risposta a bisogni, ma nella città di Palermo si registra una grave carenza di attenzione alle molteplici emergenze educative. C’è in gioco un impegno di fedeltà generazionale che ci impone di garantire, alle figlie e ai figli della nostra comunità sociale, una vita buona in un mondo bello.

Come ha ribadito Papa Francesco, “per educare un bambino serve un intero villaggio”, chiamando in causa tutti gli attori della società civile perché si impegnino a realizzare «un’alleanza generatrice di pace, giustizia e accoglienza tra tutti i popoli della famiglia umana, nonché di dialogo tra le religioni» (cfr:  https://www.educationglobalcompact.org/).  Papa Francesco si rivolge al mondo intero. Palermo risponde con la mobilitazione di quanti desiderano contribuire a questa alleanza virtuosa. Il metodo non può che essere nella chiave della “complessità”. La pedagogia della complessità, cui ha dato uno straordinario contributo Edgar Morin, esige uno sguardo aperto e un fare cooperativo. La rete attraverso la quale attivare il “cantiere dell’educazione” non può che connotarsi per impegno sinergico inclusivo e proattivo. Da qui l’azione pastorale diocesana per la promozione di un laboratorio che veda lo sforzo congiunto tra le scuole statali, le scuole cattoliche paritarie e l’associazionismo cattolico, nonché il contributo del terzo settore e delle forze del welfare istituzionale.

Per avviare concretamente il cantiere educativo attraverso una tale rete, l’Arcidiocesi di Palermo ha il privilegio di avvalersi del supporto di due personalità d’eccezione: del professore Italo Fiorin, noto accademico che continua a contribuire alla ricerca in ambito pedagogico attraverso l’Istituto EIS (Scuola di Alta Formazione Educare all’Incontro e alla Solidarietà) di cui è Presidente, e della dottoressa Alessandra Graziosi, Coordinatrice nazionale della Fondazione Pontificia Scholas Occurrentes. Le Istituzioni, che rispettivamente rappresentano, realizzano un’eccezionale sinergia grazie al fatto che, oltre a rivestire il ruolo di Consultore per l’Educazione Cattolica della Santa Sede, il prof. Fiorin è anche Direttore Scientifico del Programma Internazionale Scholas Chairs, la rete di cattedre universitarie che diffonde i progetti di Scholas. L’impegno congiunto di queste organizzazioni, infatti, ha già dato corso a importanti progetti socio-educativi, recentemente anche in Sicilia (Gela) e in Sardegna (Porto Torres). Si tratta ora di proporre alla comunità educante della città di Palermo il modello pedagogico di Papa Francesco centrato sul protagonismo dei giovani ai quali prestare reale attenzione e dare concreto spazio di espressione.

La proposta progettuale è stata presentata, nella mattina di giorno 14 dicembre, presso il Liceo scientifico statale “Galileo Galilei” a dirigenti scolastici, docenti e ad alcune associazioni impegnate in ambito educativo, interessati ad una collaborazione che possa favorire il miglior successo delle azioni previste dal PNRR, attraverso il “Piano Scuola 4.0”. Nel pomeriggio l’incontro, rivolto alle realtà educative della diocesi, dall’ambito accademico a quello parrocchiale, si è svolto presso un luogo di forte richiamo simbolico per la città di Palermo, il centro Pedro Arrupe, dove da anni opera l’Istituto di Formazione Politica dei padri gesuiti, che ha costituito un volano straordinario per l’impegno civico improntato all’ideale di bene comune.

In tale particolare contesto, il prof. Fiorin ha anche delineato il sogno di Papa Francesco di istituire l’Università del senso dove “ascolto creazione e celebrazione”, i cardini di una cultura per un vero progresso umano, trovino una formulazione accademica realmente universale, trasversale a tutti i saperi e rivolta ad ogni età e a qualsiasi ceto sociale.

Ora tocca alla comunità di donne e uomini di Palermo pronti a spendersi per fare di questa città un luogo dove i bambini possano crescere circondati da cura e i giovani realizzarsi secondo una vita buona e diventare a loro volta artigiani di bene.

*Direttrice dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della Scuola