«La tratta delle persone è un crimine contro l’umanità. Dobbiamo unire le forze per liberare le vittime e per fermare questo crimine sempre più aggressivo, che minaccia, oltre alle singole persone, i valori fondanti della società e anche la sicurezza e la giustizia internazionali, oltre che l’economia, il tessuto familiare e lo stesso vivere sociale».
Papa Francesco
In memoria di Santa Giuseppina Bakhita, che visse la realtà della schiavitù e che papa Francesco ha scelto come riferimento spirituale, la Chiesa di Palermo e l’USMI (Unione Superiore Maggiori d’Italia) diocesana, nella XII Giornata Mondiale contro la tratta di persone propongono un momento di veglia e una marcia di preghiera martedì 10 febbraio 2026 dalle ore 20.30 alle ore 22.30, da piazza F. Nascé a piazza della Pace, di fronte alla Parrocchia Santa Lucia. Alla marcia e alla veglia parteciperà l’Arcivescovo di Palermo Mons. Corrado Lorefice.
Papa Francesco, sin dall’inizio del suo Pontificato, ha più volte denunciato con forza e coraggio il traffico di esseri umani, definendolo un «crimine contro l’umanità» e ha spronato tutti a combatterlo e a prendersi cura delle vittime. La Giornata mondiale contro la tratta delle persone è stata da lui istituita nel 2015.
Il fenomeno della tratta in Italia e nel mondo
La tratta di esseri umani è una delle peggiori schiavitù del XXI secolo. E riguarda il mondo intero. Secondo l’Organizzazione internazionale del lavoro (Oil) e l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (Unodc) circa 21 milioni di persone, spesso povere e vulnerabili, sono vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale o lavoro forzato, espianto di organi, accattonaggio forzato, servitù domestica, matrimonio forzato, adozione illegale, maternità surrogata e altre forme di sfruttamento. Ogni anno, circa 2,5 milioni di persone sono vittime di traffico di esseri umani e riduzione in schiavitù; il 70 per cento sono donne e minori. Spesso subiscono abusi e violenze inaudite. La Caritas e le congregazioni religiose femminili sono state tra le prime, in Italia, a leggere il fenomeno e a offrire soluzioni alternative ai nuovi schiavi, specialmente alle donne vittime di sfruttamento sessuale. Solo nelle case famiglia gestite dalle religiose in tutta Italia sono state accolte e offerte opportunità di libertà, dignità e legalità a oltre 6.000 donne in gran parte straniere. Purtroppo, dopo tanti anni di contrasto e di interventi a favore delle vittime, non si nota una diminuzione del fenomeno, bensì ci troviamo di fronte a un costante aumento e mutamento delle forme della tratta e delle modalità dello sfruttamento. C’è quindi un grande bisogno di intensificare gli interventi sia di prevenzione e sia di contrasto, nonché rilanciare i programmi di reintegrazione sociale e i rimpatri assistiti di coloro che desiderano ritornare a casa in dignità.
Messaggio del Santo Padre Leone XIV
per la XII Giornata mondiale di preghiera e riflessione Contro la tratta delle persone
Cari fratelli e sorelle,
in occasione della XII Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone, rinnovo con forza l’urgente appello della Chiesa a combattere e porre fine a tale grave crimine contro l’umanità.
Quest’anno in particolare desidero ricordare il saluto del Signore risorto: «Pace a voi» (Gv 20,19). Queste parole sono più di un saluto: indicano la via verso un’umanità rinnovata. La vera pace inizia con il riconoscimento e la tutela della dignità data da Dio a ogni persona. Tuttavia, in un’epoca caratterizzata da un’escalation di violenza, molti sono tentati di cercare la pace «mediante le armi quale condizione per affermazione di un proprio dominio» (Discorso ai membri del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede, 9 gennaio 2026). Inoltre, in situazioni di conflitto, la perdita di vite umane è spesso ridotta dai sostenitori della guerra come “danno collaterale”, sacrificata nel perseguimento di interessi politici o economici.
Purtroppo la stessa logica di dominio e disprezzo per la vita umana alimenta anche il flagello della tratta di persone. L’instabilità geopolitica e i conflitti armati creano un terreno fertile per i trafficanti che sfruttano le persone più vulnerabili, in particolare gli sfollati, i migranti e i rifugiati. All’interno di questo paradigma fallimentare, le donne e i bambini sono i più colpiti da tale commercio atroce. Inoltre, il divario crescente tra ricchi e poveri costringe molti a vivere in condizioni precarie, rendendoli vulnerabili alle promesse ingannevoli dei reclutatori.
Questo fenomeno è particolarmente preoccupante nell’ambito della cosiddetta “schiavitù informatica”, in cui le persone vengono attirate in schemi fraudolenti e attività criminali, come le frodi online e il traffico di droga. In questi casi, la vittima viene costretta ad assumere il ruolo di autore del reato, aggravando le proprie ferite spirituali. Tali forme di violenza non sono episodi isolati, ma sintomi di una cultura che ha dimenticato di amare come ama Cristo.
Di fronte a queste gravi sfide, ricorriamo alla preghiera e alla riflessione. La preghiera è la “piccola fiamma” che dobbiamo custodire in mezzo alla tempesta, poiché ci dà la forza di resistere all’indifferenza verso l’ingiustizia. La riflessione ci permette di identificare i meccanismi nascosti dello sfruttamento nei nostri quartieri e negli spazi digitali. In definitiva, la violenza della tratta di persone può essere superata solo attraverso una visione rinnovata che considera ogni individuo come un figlio amato da Dio.
Desidero esprimere la mia sentita gratitudine a tutti coloro che, come le mani di Cristo, tendono la mano alle vittime della tratta, comprese le Reti e le Organizzazioni internazionali. Vorrei inoltre rendere omaggio ai sopravvissuti che sono diventati sostenitori di altre vittime. Il Signore li benedica per il coraggio, la fedeltà e l’impegno instancabile.
Con tali sentimenti, affido coloro che commemorano questa giornata all’intercessione di Santa Giuseppina Bakhita, la cui vita è una potente testimonianza di speranza nel Signore che l’ha amata fino alla fine (cfr Gv 13,1). Unitevi al cammino verso un mondo in cui la pace non sia solo assenza di guerra, ma sia disarmata e disarmante, radicata nel pieno rispetto della dignità di tutti.
Dal Vaticano, 29 gennaio 2026
LEONE PP. XIV

