Nota sul Progetto Catechistico Diocesano
per l’Iniziazione Cristiana dei Fanciulli e dei Ragazzi
In merito alle recenti pressioni giunte da alcune realtà del tessuto economico cittadino riguardo al Progetto Catechistico Diocesano per l’iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi, l’Arcidiocesi desidera ribadire lo spirito di un percorso, avviato nel 2024 dopo anni di confronto, che ha a cuore unicamente il bene delle famiglie cristiane e dei loro figli e si colloca pienamente nel cammino sinodale della Chiesa italiana, così come ricordato dal Santo Padre Leone XIV: «L’iniziazione cristiana non può essere pensata solo come una preparazione ai Sacramenti ma come un percorso di maturazione, un vero e proprio itinerario».
Comprendiamo le fragilità e le sofferenze del tessuto produttivo locale, fatto anche di piccoli imprenditori, lavoratori e madri e padri di famiglia che vivono con fatica la grave crisi economica di questo complesso tempo. Tuttavia, la proposta che è stata fatta circolare attraverso i social da alcune organizzazioni di categoria di comprimere il cammino di fede in “corsi intensivi di catechismo” per poter celebrare le prime comunioni già nel 2027, appare indifferente e addirittura contraddittoria rispetto alla natura stessa della riforma così faticosamente e meticolosamente strutturata: una simile riduzione, infatti, priverebbe i nostri ragazzi del tempo necessario per fare un’autentica esperienza di maturazione individuale e comunitaria, snaturando e svuotando il senso stesso del Progetto. Progetto che, seppur ai primi passi, vale la pena sottolineare come veda già l’apprezzamento e il coinvolgimento sereno e corresponsabile della stragrande maggioranza delle famiglie delle nostre parrocchie, rappresentando quindi un impegno condiviso dalle diverse espressioni della Chiesa di Palermo.
L’iniziazione alla fede e la celebrazione dei sacramenti attingono unicamente all’orizzonte del Dono e mirano ad una crescita compiuta delle nuove generazioni. I Sacramenti, come è a tutti noto non possono essere compresi – tanto meno piegati – ai criteri di natura squisitamente commerciale che, nel corso del tempo, per diversi motivi, si sono sovrapposti alle fondamenta religiose di questi passaggi decisivi del cammino della fede cristiana. Va da sé che preciso compito della Chiesa sia tutelare la natura intrinseca dei Sacramenti. Il suo impegno di sempre è porli, certo, in dialogo fecondo con le istanze del presente, ma in una chiave specifica: qualificare la formazione cristiana – e dunque umana – dei ragazzi e coinvolgere attivamente le famiglie.
Il rinnovamento proposto, infatti, si traduce nell’offrire un maggiore coinvolgimento degli adulti, restituendo alle parrocchie la vocazione di spazio significativo di condivisione e di accompagnamento dei percorsi educativi, soprattutto in vista di una vita personale e sociale illuminata dal Vangelo di Cristo e alimentata nella comunità cristiana.
Su questa inderogabile responsabilità la Chiesa di Palermo non intende arretrare ed è decisamente protesa ad attuare tale Progetto che, frutto di fatiche e di amore, ha coinvolto genitori, esperti e persone di esperienza. Mossa da uno spirito di servizio alla fede che ha sempre delle ricadute anche sulla crescita umana e spirituale delle nostre Città, rimane, come sempre, Casa dalle porte aperte, in ascolto delle fatiche di chi vive e lavora nel territorio dell’Arcidiocesi.
Si ribadisce che gli aspetti di ordine sociale ed economico evocati da tali organizzazioni di categoria, al netto di ogni strumentalizzazione, vengano contestualizzati nella cornice più ampia dell’attuale crisi economica mondiale, nazionale e regionale ed affrontati in modo creativo e fattivo nei contesti Istituzionali preposti attraverso percorsi di confronto a cui l’Arcidiocesi si dichiara sin d’ora disponibile a partecipare.
21 settembre 2026

