2 ottobre 2026 CS --98/26

Progetto Catechistico dell’Arcidiocesi di Palermo, nota del Consiglio Pastorale Diocesano

Progetto Catechistico dell’Arcidiocesi di Palermo,

nota del Consiglio Pastorale Diocesano

 

Il Consiglio Pastorale Diocesano, nella sua qualità di massimo organismo di partecipazione anche dei fedeli laici alla vita dell’Arcidiocesi di Palermo, ringrazia l’Arcivescovo Mons. Corrado Lorefice per il grande esempio di pazienza e di mitezza di fronte alle pesanti e infondate pressioni mediatiche delle ultime settimane.

Non intendiamo entrare nel merito delle polemiche recentemente alimentate attorno al Progetto Catechistico Diocesano, in quanto le scelte della Chiesa di Palermo sono già state esposte in modo chiaro, esaustivo e pacato. Si tratta di scelte che si collocano nel solco del cammino sinodale delle Chiese d’Italia e che accolgono gli auspici del Santo Padre Leone XIV: «L’iniziazione cristiana non può essere pensata solo come una preparazione ai Sacramenti ma come un percorso di maturazione, un vero e proprio itinerario».

Proprio per questi motivi e in forza del nostro ruolo di rappresentanza del Popolo di Dio che vive e prega nelle nostre Parrocchie e Comunità cristiane, sentiamo forte il diritto-dovere di rivendicare come frutto di discernimento comunitario la determinazione di dare una svolta sostanziale nell’accompagnamento dei percorsi educativi dei nostri fanciulli e ragazzi, con un sempre maggiore coinvolgimento delle loro famiglie. Fare apparire tutto ciò come un atto esclusivo dell’Arcivescovo o di alcuni uffici di Curia, ignorando l’ampia consultazione a tutti i livelli che ha lungamente preceduto l’avvio del nuovo Progetto Catechistico, significa solo distorcere la realtà per perseguire interessi di parte.

Riteniamo quindi prive di ogni fondamento le richieste – o addirittura le pretese, come quella di un “corso integrativo o intensivo per il 2027” – avanzate dalla realtà sindacale Confimprese, dal suo rappresentante Giovanni Felice e dal Comitato civico (non ecclesiale) autodenominatosi “Fede, Economia e Comunità”. Si tratta di richieste volte a snaturare e mortificare non soltanto il Progetto Catechistico ma l’impegno dell’intera Chiesa di Palermo.

Esprimiamo, pertanto, il nostro profondo rammarico per l’operazione mediatica che ha costruito un nemico nella persona dell’Arcivescovo o nell’Istituzione Curia, arrivando fino a parlare di una “guerra”, come titolato da alcune testate giornalistiche: è l’intera Chiesa di Palermo, in comunione col suo Arcivescovo, ad aver avviato con profonda convinzione il nuovo Progetto Catechistico. Per quanto ci addolori, questa circostanza ci conferma ancora di più nella scelta, a lungo ponderata, di prevedere un tempo più lungo per prepararsi a ricevere i sacramenti la cui natura e importanza, evidentemente, non è più chiara neanche a persone adulte che si dicono cristiane.

Nel tempo abbiamo assistito ad una sempre maggiore perdita di coscienza del valore, della natura e del significato della vita sacramentale anche da parte degli adulti che dovrebbero sostenere e indirizzare il cammino dei più piccoli. Chi chiede di trattare la preparazione ai sacramenti come un qualsiasi corso di programmazione lo dimostra in modo evidente.

Quello che festeggiamo con i sacramenti è la bellezza dell’incontro con Cristo, e il senso della festa non è la festa in quanto tale ma, appunto, l’incontro con Cristo nella comunità cristiana. Recuperare questa coscienza è esattamente quello che vogliamo fare con questa riforma e ci prendiamo tutto il tempo che ci serve perché quello che è in gioco è il bene di ciascuno e ha il peso dell’eternità.

Seguendo l’esempio sobrio e deciso del nostro Pastore, non intendiamo alimentare polemiche attraverso l’organizzazione di contro-manifestazioni rispetto all’annunciato sit-in del prossimo 5 ottobre, perseverando in uno stile ecclesiale di discernimento che non segue le logiche del mondo ma che è in grado di parlare chiaramente al mondo: il progetto di iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi della Chiesa di Palermo non subirà alcuna modifica, soprattutto se imposta da meri interessi di parte.