25 ottobre 2026 CS --109/26

Morte dell’Arcivescovo Emerito di Palermo S.E. Rev.ma Card. Paolo Romeo, le parole e il ricordo di Mons. Corrado Lorefice Arcivescovo di Palermo

Morte dell’Arcivescovo Emerito di Palermo S.E. Rev.ma Card. Paolo Romeo,

le parole e il ricordo di Mons. Corrado Lorefice Arcivescovo di Palermo

 

 

Appresa la notizia della morte di S.E. il Cardinale Paolo Romeo, la nostra Chiesa si stringe insieme nel dolore ed esprime sincera vicinanza ai suoi familiari, nella fede in Cristo morto e risorto che instancabilmente, nella sua vita ministeriale, egli ha annunciato.

 

La vita del Cardinale Paolo è stata interamente spesa al servizio della Chiesa, innanzitutto nell’attività diplomatica della Santa Sede, in diverse parti del mondo e, in ultimo, per 8 anni, come guida autorevole e paterna della nostra Arcidiocesi. Per questo tempo così fecondo la nostra Comunità diocesana gli è grata: tra le tante cose, per l’impegno nell’evangelizzazione, in particolare dei giovani e delle famiglie, per l’attenzione in favore di tutte le vocazioni e per la particolare e premurosa cura del nostro Seminario arcivescovile, per aver voluto promuovere la vita dei movimenti, dei gruppi e delle associazioni ecclesiali, per aver favorito l’accoglienza di nuove esperienze e forme di partecipazione all’unica corsa del Vangelo.

 

Durante il suo episcopato, Palermo ha accolto con gioia la visita di Papa Benedetto XVI il 3 ottobre 2010 e ha vissuto il cammino che ha condotto alla beatificazione di don Giuseppe Puglisi, sacerdote e martire, il 25 maggio 2013. Il Cardinale Romeo ha sostenuto con strenua determinazione il riconoscimento del martirio del Beato Pino, ucciso dalla mafia in odio alla fede, contribuendo a donarlo a noi tutti come riferimento per l’evangelizzazione e per l’impegno della Chiesa nel territorio.

 

È tempo di affidare al Signore il bene che, a diverso titolo, il Cardinale Romeo ha desiderato compiere e ha concretamente vissuto. In continuità con l’impegno dei suoi predecessori, i Cardinali Salvatore Pappalardo e Salvatore De Giorgi, egli ha richiamato più volte la Città e l’intera Arcidiocesi alla responsabilità verso le persone e le situazioni di maggiore fragilità, anche intessendo un fine e sapiente dialogo con tutte le Istituzioni. A questa attenzione si è accompagnato l’impulso dato alla Caritas diocesana e una costante sollecitudine per le condizioni umane e sociali della città, con particolare riguardo alle sofferenze e alle attese della sua gente. Nel suo ministero ha cercato di ascoltare le voci provenienti dalla strada e dai contesti più fragili, richiamando la comunità ecclesiale a una carità concreta, capace di tradursi in prossimità e solidarietà.

 

Forte sostenitore dei germi di bene che il Signore semina abbondantemente nel suo popolo, ha sostenuto in modo profetico Fratel Biagio Conte e la sua opera, e ha costituito la Missione di Speranza e Carità come Associazione Pubblica di Fedeli, riconoscendone la natura ecclesiale e lo specifico carisma di dedizione verso gli ultimi.

 

Molti presbiteri possono testimoniare la vicinanza che il Cardinale Paolo ha cercato di offrire loro, con attenzione e concretezza, ma anche con quella sana ironia che arricchiva il suo tratto semplice e colloquiale. Anche dopo aver lasciato il governo pastorale dell’Arcidiocesi, ha continuato a interessarsi alla vita della nostra Chiesa e del suo clero, rendendosi presente in diverse comunità e realtà ecclesiali. Per questa dedizione, che ha accompagnato costantemente il suo ministero, gli siamo grati e chiediamo al Signore di portare a compimento quanto ha operato a servizio del Vangelo.

 

Questa comune gratitudine si intreccia con quella mia personale per il dono del ministero episcopale ricevuto da lui il 5 dicembre 2015 come suo successore nella cattedra di San Mamiliano. È quanto ho desiderato esprimergli fino all’ultima visita in ospedale, lo scorso sabato 17 ottobre, pregando accanto a lui i Salmi 102 e 131 e proclamando il Prologo del IV Vangelo.

 

Invito tutta la comunità diocesana, i presbiteri, i diaconi, le persone consacrate e i fedeli laici, Chiesa viva che il Cardinale Paolo ha servito, a elevare al Padre la comune preghiera partecipando all’Eucaristia di suffragio che celebreremo sabato prossimo, 31 ottobre, alle ore 10.30 in Cattedrale. Chiediamo al Signore di accogliere il nostro fratello nella sua misericordia, di perdonargli ogni fragilità e di donargli la pace eterna. In particolare, affidiamo al Pastore Buono questo ultimo tempo di sofferenza, vissuto nella debolezza della condizione umana, perché sia accolto nell’abbraccio del Padre, che in Cristo ha promesso la vita senza fine a quanti confidano nel suo amore.

 

Ai familiari rinnovo la vicinanza mia e dell’intera Arcidiocesi, nella speranza pasquale che sostiene il nostro dolore e ci apre alla promessa della risurrezione.