Carissime sorelle, Carissimi fratelli,
Vi raggiungo con queste parole, con cuore addolorato e turbato, mentre incendi devastanti stanno seminando distruzione e paura. Penso particolarmente alle care comunità di Castronovo di Sicilia, Belmonte Mezzagno, Trabia, Lercara Friddi, Roccapalumba e ai tanti Comuni travolti dalle fiamme e al volto della nostra amata Sicilia, ancora una volta sfigurato. Ciascuno si senta custodito nel cuore del Vescovo e dell’intera Chiesa palermitana, solidale con chi sperimenta, in queste ore, un duro momento di prova e sofferenza.
Sento risuonare le parole che il salmista prega davanti ai suoi nemici e chiedo al Signore che infondano in tutti speranza, consolazione e rinnovata fiducia: «Mi hanno circondato come api, come fuoco che divampa tra le spine, ma nel nome del Signore li ho sconfitti» (Sal 117).
Avvertendo il peso di quanto sta accadendo, non possiamo nasconderci la dura realtà: la mano dell’uomo continua a “violentare” il Giardino che Dio ci ha donato – la Terra, la nostra Casa Comune – per il proprio tornaconto, per l’egoismo, per lo sguardo negato verso gli altri e rivolto solo al proprio “io voraginoso”. Ancora una volta Caino è all’opera contro Abele!
Quanto attuali risultano, purtroppo, le parole che scrivevo tre anni fa, quando anche il corpo di San Benedetto il Moro finì vittima delle fiamme: «Tutti noi sappiamo però che non si tratta di un’emergenza. Quello che è accaduto in questi giorni è l’esito ultimo di decenni di decisioni, di scelte, di gesti, di omissioni. La responsabilità di questo disastro ricade certo su chi ha avuto in mano la cosa pubblica, sulla politica; sulle nostre crepe educative, come anche sul modo di annunciare il Vangelo delle nostre comunità cristiane; ricade su di noi, su di noi in quanto popolo. Non abbiamo fatto abbastanza per cambiare la nostra Casa comune, la Terra; per mettere fine alla logica dello sfruttamento e del profitto e combattere le mafie; per difendere l’ambiente, il territorio, i nostri beni culturali; per creare opportunità di lavoro e servizi sociali. Siamo stati pigri, indolenti, individualisti, fatalisti, distratti da gretti interessi di parte» (27 luglio 2023).
Carissime, Carissimi, assumiamo la realtà nella sua drammatica complessità. É il passo necessario per incamminarci su sentieri nuovi di cura del Creato e di ogni creatura.
Con paterno e fraterno affetto abbraccio voi tutti colpiti dalla devastante furia degli incendi e, dal profondo del cuore, ringrazio che si sta adoperando senza sosta per fronteggiare le fiamme e soccorrere le persone – Forze dell’ordine, Vigili del Fuoco, Protezione Civile, Associazioni e volontari, singoli cittadini.
Su tutte e tutti invoco copiosa la benedizione del Signore, per intercessione della Beata Vergine Maria e delle Sante e dei Santi della nostra Arcidiocesi.
Il mio cuore, unito ai vostri, sorretto dalla fede, con profonda speranza fa sue le parole dell’orante: «Tu visiti la terra e la disseti: la ricolmi delle sue ricchezze. I prati si coprono di greggi, le valli si ammantano di grano; tutto canta e grida di gioia» (Sal 65).
ª Corrado Lorefice
Arcivescovo
